01 Apr

Pace a voi! Come il Padre mi ha mandato…

Versetto biblico del mese

Pace a voi! Come il Padre mi ha mandato, anch’io mando voi» (Giovanni 20,21)

Così parla Gesù, alla fine del penultimo capitolo del Vangelo secondo Giovanni, alla stretta cerchia dei suoi discepoli che gli sono rimasti fedeli.
Sono davvero rimasti fedeli?
Giuda l’ha tradito, Pietro l’ha rinnegato, gli altri – tranne uno solo: Giovanni, il discepolo amato – l’hanno abbandonato, sono scappati, spariti nel nulla.
Tommaso, ancora dopo Pasqua, non ci crede e chiede di poter avere delle prove materiali. L’annuncio di speranza da parte delle donne discepole incontra solo scetticismo.
Ora, quel che resta del loro gruppo, si trova rinchiuso in una casa privata come in una tomba. Hanno paura. La loro storia è giunta alla fine.
In questo momento estremo è proprio il Maestro che di nuovo incontra i suoi discepoli. Gesù entra nel luogo dove si sono nascosti e affida loro la sua stessa missione: vi lascio questo ultimo mandato – andate nel mondo, come sono stato mandato e andato anch’io nel mondo. Gesù chiede ai suoi discepoli di assumersi la stessa responsabilità del divino mandato da lui ormai compiuto. La logica, la conseguenza di fede di questo mandato è spiegata già altrove nel vangelo di Giovanni: “Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna” (Giovanni 3,16).
Dio ha così tanto amato questo mondo che ha mandato suo figlio proprio in questo mondo. La comunità cristiana non è concepita dal suo Signore e Maestro come un circolo settario e chiuso di pochi eletti, ma come una realtà di fede che rimane aperta al mondo.

Essere oggi una chiesa cristiana vuol dire rimanere aperti a questo mondo, non chiudersi in sé stessi per paura o per pigrizia. La chiesa non è un luogo chiuso, una realtà posta fuori dal mondo. La parola Ecumene (dal greco οἰκουμένη) vuol dire semplicemente “mondo abitato”, “tutto il mondo”, “tutta la terra”. Concepiamo anche noi questo nostro mondo come il luogo concreto dove abita la nostra chiesa?
Oppure ci poniamo consapevolmente o inconsapevolmente su un altro o diverso livello? In che modo riusciamo ancora oggi ad essere fedeli all’ultimo comandamento di Gesù Cristo di essere una chiesa aperta e mandata nel mondo?

(A. Köhn)