{"id":31335,"date":"2016-05-28T09:37:52","date_gmt":"2016-05-28T07:37:52","guid":{"rendered":"http:\/\/chiesavaldesecomo.org\/nuovo\/?p=31335"},"modified":"2018-09-11T13:41:52","modified_gmt":"2018-09-11T11:41:52","slug":"i-segni-che-ci-accompagneranno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/chiesavaldesecomo.org\/nuovo\/i-segni-che-ci-accompagneranno\/","title":{"rendered":"I segni che ci accompagneranno"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">Sermone tenuto il 22 maggio 2016 dal pastore emerito Ennio Del Priore<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Questi sono i segni che accompagneranno coloro che avranno creduto: nel nome mio cacceranno i demoni; parleranno in lingue nuove; prenderanno in mano dei serpenti; e, se pur bevessero alcunch\u00e9 di mortifero, non ne avranno alcun male; imporranno le mani agli infermi ed essi guariranno.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">(MARCO 16\/17-18)<\/span><\/p><\/blockquote>\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Cari fratelli e sorelle nel Signore<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Avete udito bene: quello che avete appena ascoltato sono, nella \u201cchiusa\u201d dell\u2019Evangelo di Marco, i segni che accompagneranno i credenti. Segni che non siamo mai riusciti a prendere in seria considerazione, anche se qui appaiono essere segni costitutivi della fede.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Con ogni probabilit\u00e0 non li abbiamo mai presi in considerazione anche perch\u00e9 non riusciamo a capirli. Anzi, a dire il vero, non soltanto non riusciamo a capirli, ma non riusciamo neanche a ricordare che l\u2019Evangelo di Marco ne parli. Non sappiamo che possano esserci richiesti perch\u00e9 o non li abbiamo mai letti, o li abbiamo letti di sfuggita, o non ci sono mai stati ricordati dai pastori ed altri predicatori.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">La cosa \u00e8 comprensibile se si tiene conto del fatto che questo finale dell\u2019Evangelo non appartiene al Marco primitivo, che manca nei pi\u00f9 antichi manoscritti, quali il Codice Sinaitico e il Codice Vaticano. Ma, anche se tardivo, ha trovato comunque spazio e accettazione al momento della definizione del Canone del N.T.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Oltretutto ci sembra che l\u2019 ignoranza di questo testo non costituisca un grave handicap per la nostra fede. Perch\u00e9 dovremmo, per rendere \u201cvisibile\u201d la nostra fede, parlare lingue nuove, prendere in mano serpenti e bere veleni? Non ci sembrano segni convincenti. Ma anche cacciare i demoni e imporre le mani per guarire ci appaiono segni eccessivi, segni che non appartengono n\u00e9 alla nostra cultura n\u00e9 alla nostra sensibilit\u00e0. Segni che non ci riguardano, che ci sono estranei, a cui \u00e8 preferibile non pensare pi\u00f9.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Io invece, dopo averci pensato un po\u2019, invito anche voi a pensarci, nel chiuso della vostra cameretta, in meditazione personale. A me \u00e8 parso, pensandoci, che questi versetti avessero qualcosa da dirmi e da dirci, che mettessero in discussione, se non la mia fede, alcuni aspetti importanti della mia vita, della nostra vita, di persone singole e di persone aventi parte alla vita di una comunit\u00e0 di credenti. Sembra proprio che queste indicazioni, lontane nel tempo, abbiano tutte qualcosa da dirci. Cerchiamo di vederle, una per una, pi\u00f9 da vicino.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\u201c<span style=\"font-size: large;\">Questi sono i segni che accompagneranno coloro che avranno creduto\u201d.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\"><b>Nel mio nome cacceranno i demoni<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Che Ges\u00f9 abbia attribuito grande importanza a questo segno \u00e8 noto a tutti. Se nella antichit\u00e0, ed anche in Israele, si riteneva che il mondo fosse pieno di spiriti a grande maggioranza maligni, motivo di segreti terrori, nel N.T. sono invece nominati per indicare mali di fronte ai quali gli uomini, ed anche i medici, sono spesso impotenti. La potenza di Ges\u00f9, in una dozzina di episodi, si manifesta appunto nel fatto che egli caccia i demoni ed anche i suoi discepoli, da lui inviati, ricevono da lui la medesima potenza, ed abbiamo letto un testo al riguardo.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Questi spiriti maligni o demoni vivono e sono numerosissimi intorno a noi ed in noi. Scindono la nostra vita in mille ruoli e in mille accomodamenti. Prendono possesso dei nostri corpi e del nostro spirito; spesso rendono la nostra vita divisa e smarrita. Diventiamo schizofrenici. Non sappiamo pi\u00f9 che fare e dove andare, facciamo una cosa e poi quest\u2019altra a casaccio, senza avere neppure chiaro cosa fare con noi stessi. Vorremmo cacciare questi demoni e non ci riusciamo. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Tutte le cose del mondo, ben lo sappiamo, hanno logiche a cui ci \u00e8 chiesto di obbedire: il potere ha le sue leggi e, di volta in volta, ci costringe a tessere intrighi o a non rivelarli, a dissimulare, a fare tutto ci\u00f2 che serve al mantenimento del potere contro il nostro equilibrio mentale; l\u2019economia ha le sue leggi e ci obbliga a mirare al profitto, ad investire, a far concorrenza, a non andar troppo per il sottile, a tacere sulle ingiustizie o a subirle; lo Stato ha le sue leggi, tutta la vita ha le sue leggi, e noi, a forza di destreggiarci, alla fine ci ritroviamo come distrutti, esposti a leggi estranee, a volte veri e propri spiriti maligni, veri e propri demoni, che ci decompongono. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Eppure il testo dice che, malgrado questi demoni dentro di noi, siamo mandati a cacciare i demoni intorno a noi. Questo significa che Ges\u00f9 sa che la lotta contro gli spiriti maligni, cio\u00e8 contro l\u2019alienazione della vita, pu\u00f2 essere condotta e vinta, perch\u00e9 a noi e a chi vive vicino a noi viene con forza offerta la possibilit\u00e0 di decidere tra ci\u00f2 che \u00e8 essenziale e ci\u00f2 che non lo \u00e8, e possiamo insieme affrontare gli spiriti maligni che vogliono farci vivere nella paura e che ci rendono schizofrenici. Possiamo finalmente, con Ges\u00f9, di nuovo usare la nostra ragione e diventare liberi da condizionamenti distruttivi.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">La seconda cosa che viene richiesta a coloro che avranno creduto \u00e8 di: <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\"><b>Parlare nuove lingue<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Il testo non dice che dobbiamo parlare altre lingue, quasi che non sia sufficiente parlare, qui da noi, in lingua italiana, o che dobbiamo parlare come dicono alcuni, lingue incomprensibili, ma dice molto pi\u00f9 semplicemente che, anche se parliamo pi\u00f9 lingue tutte intellegibili, non siamo chiamati a parlare lingue \u201caltre\u201d ma a parlare lingue \u201cnuove\u201d. Spesso avviene che ognuno parla senza veramente aprirsi alla comprensione dell\u2019altro o senza prendere in seria considerazione l\u2019altro. Spesso avviene che per paura del giudizio degli altri recitiamo lunghi monologhi, fingiamo di dialogare ma non dialoghiamo veramente, riusciamo a parlare solo la nostra lingua, incapaci di parlare anche la lingua di chi ci sta di fronte, ci accontentiamo di saluti frettolosi, educati, certamente, ma freddini, di persone che anche nei momenti di incontri collettivi, riescono a salvaguardare la propria solitudine di fondo. Spesso alla fine ci accorgiamo che nell\u2019incontro con l\u2019altro siamo riusciti a parlare solo la nostra lingua, non ci siamo messi in vera relazione, n\u00e9 in discussione. Spesso ci accorgiamo alla fine che non siamo stati capaci di ascoltare cosa ha voluto dirci l\u2019altro, cosa ha voluto comunicarci. Riusciamo a parlare solo la nostra vecchia lingua, incapaci di parlare una lingua nuova. Il testo dice che questo, il parlare una lingua nuova, che \u00e8 il cuore del nostro rapporto con gli altri, \u00e8 un segno distintivo di quanti avranno creduto.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Se questo \u00e8 un segno che abbiamo sperimentato e che, se non altro, comprendiamo in tutta la sua portata umana e fraterna, di difficile comprensione ci appare, a prima vista, il terzo segno che accompagner\u00e0 i credenti:<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\"><b>prenderanno in mano dei serpenti<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">A questo punto mi sono chiesto perch\u00e9 predicare su questo testo, che nessuno mi ha chiesto, neppure \u201cUn giorno una parola\u201d, anche perch\u00e9 sono personalmente incapace di prendere in mano serpenti. Poi, per capirne il senso, mi \u00e8 venuto in aiuto l\u2019indicazione di un racconto, relativo a Mos\u00e8, riportato nel libro dell\u2019Esodo al IV capitolo. Il momento \u00e8 particolare. Mos\u00e8 ha ricevuto l\u2019ordine di guidare il suo popolo, ha gi\u00e0 in mano il bastone del comando, ma sa che convincere il popolo ad uscire dall\u2019Egitto sar\u00e0 un compito difficilissimo, perch\u00e9 la gente non gli creder\u00e0, non vorr\u00e0 seguirlo, ed anche Mos\u00e8 si irrigidisce e, convinto che Dio sia d\u2019accordo, getta il bastone per terra, nella speranza di non doverlo riprendere, nella speranza che resti per sempre inanimato, ma la cosa non \u00e8 pi\u00f9 possibile e, con immagini proprie dei portenti dei maghi egiziani, in un momento cos\u00ec decisivo, occorre che lui prenda questo serpente-bastone in mano. Dio lo chiama ad un compito, ad una responsabilit\u00e0, a cui non pu\u00f2 sottrarsi. Anche noi, molte volte, nei momenti decisivi della vita, non procrastinabili, siamo chiamati, come Mos\u00e8, a prendere il serpente in mano, ad affrontare la situazione. Pi\u00f9 che prendere serpenti in mano, noi preferiamo dire che, a volte, in certe situazioni, occorre prendere il toro per le corna o, in maniera pi\u00f9 gentile e poetica, diciamo che arriva il momento in cui occorre togliere le castagne dal fuoco. Prendere in mano i serpenti \u00e8 segno di coloro che avranno creduto, dice il testo. Coloro che avranno creduto non si sottrarranno a questo compito, per quanto a volte possa essere penoso o pericoloso. Ci sono problemi che, se non affrontati, col tempo si aggravano, si ingigantiscono, di fronte ai quali non \u00e8 possibile gettare i bastoni per terra e guardare da un&#8217;altra parte. Siamo costretti ad affrontarli. Inoltre, dice il testo, che chi \u00e8 pervenuto alla fede<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\"><b>pu\u00f2 bere veleni mortali senza danno.<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Questo fra tutti i segni che sono richiesti ai credenti ci sembra decisamente un segno un po\u2019 strano, a cui cerchiamo giustamente di sottrarci. Di sicuro cerchiamo di sfuggire a smog, polvere sottili, esalazioni maleodoranti, tutti veleni alla lunga mortali, come precisa il testo, che \u00e8 bene il pi\u00f9 possibile non ingurgitare. Ma questi sono solo una piccola parte dei veleni che esistono in noi ed intorno a noi. Ci sono cucine che preparano veleni in tutte le salse: la salsa del pettegolezzo, della maldicenza, della calunnia, della menzogna, tutte sostanze malevoli e mortifere che anche se non riescono ad annientarci, accumulano dentro di noi grandi scorte di veleno, che ci rendono a volte, a nostra volta, velenosi. Non diventare a nostra volta velenosi \u00e8 un segno che abbiamo bevuto veleni senza danno. Pu\u00f2 esserci d\u2019aiuto in questo l\u2019esortazione della Lettera di Giacomo, al cap. 3 che ci ricorda che: \u201cla lingua \u00e8 piena di veleno mortale\u201d ed anche che: \u201cSe uno non sbaglia nel parlare \u00e8 una persona perfetta, capace di tenere a freno anche tutto il corpo\u201d. Ognuno \u00e8 chiamato a vigilare sul proprio veleno ma anche a non considerare velenoso ci\u00f2 che velenoso non \u00e8. Ad esempio, il magistero della chiesa di Roma ha per lungo tempo proibito (e in parte continua a proibire) la lettura di molti libri e di molti autori nel campo dell\u2019arte, della filosofia, della letteratura, considerandoli veleni da evitare (come ad esempio: Cartesio, Rousseau, Voltaire, Spinoza, Pascal, e pi\u00f9 di recente Sartre, Simon de Beauvoir, Gide e molti altri \u2013 Vi basta controllare su Wikipedia). Coloro che avranno creduto possono liberamente berli senza alcun danno.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Il quinto ed ultimo segno richiesto ai credenti in questo testo \u00e8 la capacit\u00e0 di:<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\"><b>imporre le mani ai malati per guarirli<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">E\u2019 un segno presente nel ministero di Ges\u00f9 che, da tempo, sembra non far pi\u00f9 parte della spiritualit\u00e0 cristiana in generale, e nostra in particolare. Eppure \u00e8 il segno pi\u00f9 bello che possa essere richiesto ai credenti in Ges\u00f9 Cristo, se ben inteso, anche nel tempo presente. Noi imponiamo le mani per conferire un incarico di insegnamento e di predicazione a fratelli e sorelle che svolgono questi compiti secondo i doni che hanno ricevuto dal Signore, e qualche volta succede, in positivo, che la stessa cosa avviene, in grandi chiese, nei confronti di coloro che svolgono cura d\u2019anime con una preparazione specifica, attraverso quella che chiamiamo \u201cpastoral klinic\u201d, e tuttavia, al tempo stesso, sappiamo che, come per l\u2019insegnamento e la predicazione, anche per la cura dei malati, non c\u2019\u00e8 mai una esclusiva riservata a specialisti, ma questo compito, di stendere le nostre mani sui malati per guarirli, \u00e8 un compito, come quelli, di ognuno e di tutti, \u00e8 il segno di tutti coloro che avranno creduto, non solo di alcuni. Coloro che hanno trasmesso questo testo, a differenza di noi, non avevano e quindi non pensavano ad ospedali, a badanti, a case di cura, ad istituti per bambini o per anziani, ed oggi, pur essendoci tutto questo, quando c\u2019\u00e8, non per questo l\u2019affermazione attenua la responsabilit\u00e0 che ci \u00e8 affidata di stendere personalmente le nostre mani su coloro che hanno necessit\u00e0 di essere soccorsi. Stendere le nostre mani su chi soffre significa, usando espressioni bibliche: dare da mangiare a chi ha fame, da bere a chi ha sete, rivestire chi \u00e8 ignudo, visitare chi \u00e8 malato o chi \u00e8 perseguitato, significa accogliere lo straniero, non dimenticarsi mai dell\u2019orfano e della vedova. Significa stendere mani su tutti costoro e comunicare loro che sono accettate con tutta la loro esistenza, senza riserve. Le malattie che affliggono l\u2019umanit\u00e0, qui e altrove, sono tante, fisiche e psichiche. All\u2019ombra di mani che si stendono con amicizia, \u00e8 possibile veder rifiorire un sorriso. Questo segno, richiesto a coloro che hanno creduto, \u00e8 la capacit\u00e0 pi\u00f9 meravigliosa della fede. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Allora, dice il testo, essi partirono e predicarono la buona notizia, operando il Signore con essi e confermando la parola con i segni che l\u2019accompagnavano. Questo \u00e8 il pi\u00f9 bel versetto che unisce indissolubilmente predicazione e diaconia. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Amen<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sermone tenuto il 22 maggio 2016 dal pastore emerito Ennio Del Priore Questi sono i segni che accompagneranno coloro che avranno creduto: nel nome mio cacceranno i demoni; parleranno in&#8230; <a class=\"read-more-link\" href=\"https:\/\/chiesavaldesecomo.org\/nuovo\/i-segni-che-ci-accompagneranno\/\">Read more &raquo;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-31335","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-meditazioni","gt-excerpt","gt-excerpt-thumbnail-square"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/chiesavaldesecomo.org\/nuovo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31335","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/chiesavaldesecomo.org\/nuovo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/chiesavaldesecomo.org\/nuovo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/chiesavaldesecomo.org\/nuovo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/chiesavaldesecomo.org\/nuovo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=31335"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/chiesavaldesecomo.org\/nuovo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31335\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":31336,"href":"https:\/\/chiesavaldesecomo.org\/nuovo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31335\/revisions\/31336"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/chiesavaldesecomo.org\/nuovo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=31335"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/chiesavaldesecomo.org\/nuovo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=31335"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/chiesavaldesecomo.org\/nuovo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=31335"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}