{"id":31349,"date":"2016-07-03T00:06:23","date_gmt":"2016-07-02T22:06:23","guid":{"rendered":"http:\/\/chiesavaldesecomo.org\/nuovo\/?p=31349"},"modified":"2018-09-11T13:41:52","modified_gmt":"2018-09-11T11:41:52","slug":"31349","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/chiesavaldesecomo.org\/nuovo\/31349\/","title":{"rendered":"La consolazione di Dio"},"content":{"rendered":"<div class=\"page\" title=\"Page 1\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<blockquote><p>Come un uomo consolato da sua madre cos\u00ec io consoler\u00f2 voi, e sarete consolati in Gerusalemme.<br \/>\n(Isaia 66, 13)<\/p><\/blockquote>\n<p>Un\u2019immagine particolare ci viene presentata in questo versetto dell\u2019anno 2016. Dio parla di se\u0301 stesso facendoci pensare a qualcuno che, consolato a sua volta da sua madre, consola altri:<\/p>\n<p>in questo caso Dio vuole consolare il suo popolo, ovvero ci\u00f2 che era rimasto del suo popolo dopo il lungo tempo in esilio in Babilonia. II lungo tempo dell\u2019attesa per la piccola comunita\u0300 era finita. Era il tempo della liberazione, era la fine di una vita vissuta nel ghetto. Qualcuno tra gli esuli liberati pensava forse gia\u0300 alla ricostruzione del Tempio a Gerusalemme. La forza per ripartire ancora una volta, all\u2019epoca veniva dalla parola di Dio trasmessa per la bocca del profeta. Questa parola profetica, a differenza del messaggio tradizionale dei profeti nel passato, non era un lamento oppure un giudizio contro il popolo. La parola profetica era nuova e diversa, un invito alla gioia:<\/p>\n<p>\u201cGioite con Gerusalemme<br \/>\ned esultate a motivo di lei,<br \/>\nvoi tutti che l&#8217;amate!<br \/>\nRallegratevi grandemente con lei,<br \/>\nvoi tutti che siete in lutto per essa,<br \/>\naffinche\u0301 siate allattati e saziati<\/p>\n<p>al seno delle sue consolazioni;<br \/>\naffinch\u00e9 beviate a lunghi sorsi e con delizia<br \/>\nl&#8217;abbondanza della sua gloria\u201d.<br \/>\nPoiche\u0301 cosi\u0300 parla il SIGNORE:<br \/>\n\u201cEcco, io dirigero\u0300 la pace verso di lei come un fiume,<br \/>\nla ricchezza delle nazioni come un torrente che straripa, e voi sarete allattati,<br \/>\nsarete portati in braccio,<br \/>\naccarezzati sulle ginocchia.\u201d<\/p>\n<p>Nel primo decennio del \u2018500, prima ancora di iniziare a pensare a tutto cio\u0300 che poi sarebbe stato chiamato la Riforma protestante, Martin Lutero riscopr\u00ec tra le tante parole della Bibbia<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 2\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>una parola chiave che gli apr\u00ec gli occhi per una visione completamente nuova su Dio. Era la parola \u201cGRAZIA\u201d. Per la libera grazia di Dio siamo quello che siamo, non per quello che sappiamo fare o non sappiamo fare. Noi contiamo qualcosa per Dio non per le opere piccole o grandi nostre, ma semplicemente perch\u00e9 egli ci ama e ci perdona come un padre, come una madre che ci porta in braccio, sollevandoci dopo le nostre cadute. Come diceva K. Barth: <strong>\u201cEgli [Dio] non vuol essere senza l\u2019uomo bens\u00ec con lui, e, nella stessa libert\u00e0, non contro di lui bens\u00ec per lui.\u201d<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come un uomo consolato da sua madre cos\u00ec io consoler\u00f2 voi, e sarete consolati in Gerusalemme. (Isaia 66, 13) Un\u2019immagine particolare ci viene presentata in questo versetto dell\u2019anno 2016. 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