{"id":317,"date":"2013-02-17T16:00:00","date_gmt":"2013-02-18T04:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2018-09-11T13:41:53","modified_gmt":"2018-09-11T11:41:53","slug":"93","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/chiesavaldesecomo.org\/nuovo\/93\/","title":{"rendered":"17  febbraio 2013"},"content":{"rendered":"<p>Quel  giorno  del  1848    il  re  di  Sardegna  concedeva  anche  ai  valdesi  i  diritti  civili  di  cui  godevano  gi\u00e0  gli  altri  sudditi. Finiva  cos\u00ec  un  lungo  periodo  di  esclusione  e  di  emarginazione ; ora  potevano  uscire  dalle  loro  vallate  alpine  dove  erano  stati  rinchiusi  per  secoli  e  potevano  intraprendere  e  sviluppare  tutte  le  normali  attivit\u00e0  della  vita : il  commercio , lo  studio  nelle  universit\u00e0  e   la  carriera  politica . Tuttavia  i  valdesi  avevano  raggiunto  gi\u00e0  da  tempo  una  loro  libert\u00e0  spirituale ; infatti  qual&#8217; \u00e8  la  differenza  tra  una  persona  libera  e  una  sottomessa ? La  risposta  \u00e8 : la  conoscenza  biblica . Molti  visitatori  di  quel  tempo  che  venivano  dalla  Gran Bretagna  o  dalla  Germania  per  vedere  il  nostro  Paese  restavano  stupiti  dall&#8217;  ignoranza  degli  italiani . L&#8217; analfabetismo  era  molto  diffuso  tra  la  gente  e  qualcuno  di  questi  visitatori  ne  notava  subito  le  conseguenze :  anzitutto  la  superstizione  e  l&#8217; atteggiamento  servile  nei  confronti  delle  persone  potenti  e  importanti . Io  credo  che  ognuno  di  noi  non  abbia  bisogno  di  ricchezze  per  affermarsi ; si  pu\u00f2  vivere  una  vita  dignitosa  anche  in  un  quadro  economico  non  propriamente  florido ; e  questo  i  valdesi  l&#8217; avevano  capito  e  praticato  gi\u00e0  da  tempo  prima  che  il  re  concedesse  loro  l&#8217; emancipazione . Sono  famose  a  questo  proposito  le  minuscole  scuole  di  quartiere  ( in  pratica  un  semplice  locale  illuminato  e  riscaldato  dove  i  bambini  potevano  imparare  a  leggere  e  scrivere  durante  i  mesi  invernali) . Ma  come  pu\u00f2  un  popolo , e  mi  riferisco  a  quello  italiano  di  allora , dirsi  libero  se  non  sa  non  dico  leggere  la  Bibbia  o  le  leggi del  Paese  se  non  sa  nemmeno  scrivere  il  proprio  nome ? Questa  \u00e8  la  vera  libert\u00e0  ed  essa non  \u00e8  un  bene  esclusivo  che  appartiene  a  noi  soltanto  ma  va  condiviso  perch\u00e8  \u00e8  un  dono  di  Dio; noi  dobbia  mo  accettarlo  e  dobbiamo  anche  impegnarci  perch\u00e8  porti  buoni  frutti . I  nostri  antenati  non  hanno  costruito  con  la  loro  libert\u00e0  soltanto  templi  sontuosi  ma  hanno  cominciato  una  serie  di  attivit\u00e0  per  la  diffusione  dell&#8217; evangelo  in  Italia . Nasce  cos\u00ec  in  quegli  anni  l&#8217; editrice  Claudiana  che  stamper\u00e0  non  solo  libri  importanti  per  i  pastori  ma  anche  opuscoli  per  bambini ; nasce  la  Facolt\u00e0  Valdese  di  Teologia  per  la  formazione  dei  pastori ; ma  soprattutto  vengono  mandati  in  tutta  Italia  numerosi  evangelisti  e  colportori  per  diffondere  la  Parola  di  Dio . Dalla  loro  opera  sorgeranno  tante  comunit\u00e0  come  per  esempio  la  nostra  di  Como .<\/p>\n<p>Libert\u00e0  quindi  come  dono  di  Dio  e  come  azione  umana  che  fa  conoscere  la  sua  Parola; c&#8217; \u00e8  per\u00f2  un  altro  aspetto  da  sottolineare : la  libert\u00e0  \u00e8  un  dono  gratuito  di  Dio , questo  \u00e8  vero , ma  non  \u00e8  a  costo  zero ( gratis ) . Essere  liberi  significa  anche  assumere  i  costi  morali  ed  economici  delle  nostre  attivit\u00e0   e  se  ogni  tanto  qualcuno  sorride  quando  diciamo  che  le  nostre  comunit\u00e0  sono  autonome  cio\u00e8  indipendenti  dallo  Stato  italiano  e  che  usano  i  proventi  dell&#8217; 8  per  mille  per  opere  di  aiuto  e  non  per  la  gestione  delle  proprie  attivit\u00e0&#8230;&#8230;.beh, noi  possiamo  rispondere  che  non  siamo  degli  ingenui  e  tanto  meno  dei  fanatici  perch\u00e8  si  pu\u00f2  mentire  davanti  agli  uomini  ma  non  davanti  all&#8217;  Eterno.<br \/>\nConcludo  dicendo  che  il  17  febbraio  \u00e8  una  festa  bella  e  sentita  non  perch\u00e8  noi  siamo  in  grado  di  creare  manifestazioni , magari  con  cortei , spettacoli  e  banchetti .La  nostra  comunit\u00e0  \u00e8  piccola  e  non  pu\u00f2  permettersi  tutto  ci\u00f2 ; ma  \u00e8  giusto  che  sia  cos\u00ec  perch\u00e8  il  17  febbraio  \u00e8  un  momento  di  gioia , di  comunione  fraterna , di  testimonianza  e  infine  di  riconoscenza  verso  il  Signore  che  ci  ha  liberati  e  che  continua  a  liberarci . Egli  ci  dona  la  possibilit\u00e0  di  essere  liberi  come  leggiamo  in  Giovanni  al  c. 8 .31-32  e  ci  chiede  di  essere  fedeli  e  perseveranti  fino  in  fondo ; solo  in  questo  modo  potremo  apprezzare  tutti  i  doni  che  riceviamo .<\/p>\n<p>Sandro Sabadini, sermone del 17 febbraio 2013 [b]Ges\u00f9 allora disse a quei Giudei che avevano creduto in lui: \u00abSe perseverate nella mia parola, siete veramente miei discepoli; conoscerete la verit\u00e0 e la verit\u00e0 vi far\u00e0 liberi\u00bb.<br \/>\n(Giovanni 8, 31-32) [\/b]<\/p>\n<p>Il  17  febbraio  \u00e8  certamente  la  festa  pi\u00f9  cara  per  il  popolo  valdese.  Ma  che  cosa  \u00e8  dopo  tanti  anni ?  Una  data  della  storia , una  festa  popolare  o  un  evento  che  pu\u00f2  avere  ancora  significato  per  noi ? Posso  confermare  che  tutte  tre  queste  risposte  sono  valide ; ma  io  credo  che  per  noi oggi  dopo 165  anni  il  17  febbraio  ci  debba  richiamare  alla  nostra  stessa  ragione<br \/>\nd&#8217; essere , ossia  l&#8217; annuncio  dell&#8217;  evangelo  di  Ges\u00f9  Cristo .<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quel giorno del 1848 il re di Sardegna concedeva anche ai valdesi i diritti civili di cui godevano gi\u00e0 gli altri sudditi. Finiva cos\u00ec un lungo periodo di esclusione e&#8230; <a class=\"read-more-link\" href=\"https:\/\/chiesavaldesecomo.org\/nuovo\/93\/\">Read more &raquo;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-317","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-uncategorized","gt-excerpt","gt-excerpt-thumbnail-square"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/chiesavaldesecomo.org\/nuovo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/317","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/chiesavaldesecomo.org\/nuovo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/chiesavaldesecomo.org\/nuovo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/chiesavaldesecomo.org\/nuovo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/chiesavaldesecomo.org\/nuovo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=317"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/chiesavaldesecomo.org\/nuovo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/317\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":31707,"href":"https:\/\/chiesavaldesecomo.org\/nuovo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/317\/revisions\/31707"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/chiesavaldesecomo.org\/nuovo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=317"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/chiesavaldesecomo.org\/nuovo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=317"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/chiesavaldesecomo.org\/nuovo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=317"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}