{"id":32109,"date":"2020-06-11T21:22:24","date_gmt":"2020-06-11T19:22:24","guid":{"rendered":"http:\/\/chiesavaldesecomo.org\/nuovo\/?p=32109"},"modified":"2020-06-09T21:43:12","modified_gmt":"2020-06-09T19:43:12","slug":"io-sono-la-vite-voi-i-tralci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/chiesavaldesecomo.org\/nuovo\/io-sono-la-vite-voi-i-tralci\/","title":{"rendered":"Io sono la vite, voi i tralci&#8230;"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p>\u00abIo sono la vera vite e il Padre mio \u00e8 il vignaiolo. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perch\u00e9 porti pi\u00f9 frutto. Voi siete gi\u00e0 mondi, per la parola che vi ho annunziato. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non pu\u00f2 far frutto da se stesso se non rimane nella vite, cos\u00ec anche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perch\u00e9 senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sar\u00e0 dato. In questo \u00e8 glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli. Come il Padre ha amato me, cos\u00ec anch&#8217;io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Questo vi ho detto perch\u00e9 la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.\u00bb<\/p>\n<p>Giovanni 15,1-11<\/p><\/blockquote>\n<p>Nell&#8217;evangelo di Giovanni il racconto della Pentecoste precede la Passione ed \u00e8 contenuto nella promessa di Ges\u00f9 ai suoi che dopo la sua dipartita invier\u00e0 loro lo Spirito Santo, il Consolatore, che rester\u00e0 con loro per sempre. A questo discorso fa seguito un altro, il cui fulcro \u00e8 la metafora della vite e dei tralci.<\/p>\n<p>Il brano inizia con una affermazione categorica di Ges\u00f9: \u201cIo sono&#8230;\u201d, che mette subito in risalto l&#8217;autorevolezza di Colui che parla, evocando la stessa espressione che nell&#8217;Antico Testamento introduce gli interventi di Dio. Ges\u00f9 aggiunge poi di essere la \u201cvera vite\u201d, costringendoci ad un salto logico, cos\u00ec da associare la pianta alla fonte stessa della verit\u00e0.<\/p>\n<h4>La vite<\/h4>\n<p>L&#8217;immagine della vite, anch&#8217;essa molto utilizzata nei testi veterotestamentari perch\u00e9 paragonata al popolo di Israele, ha una notevole forza evocativa: rinvia infatti al calore del sole, al dolce sapore dell&#8217;uva, all&#8217;ebbrezza gioiosa del vino, che a sua volta si lega ai momenti allegri e conviviali della vita umana. E&#8217; una pianta dall&#8217;apparenza fragile, esposta alle avversit\u00e0, ma anche capace di resistenza, e feconda di tralci e di frutti.<\/p>\n<p>La vite rinvia a No\u00e8 e al patto che Dio stabilisce con la sua discendenza; per i cristiani quel patto viene sigillato dal sangue di Ges\u00f9 sulla croce, e richiamato alla loro perenne memoria dal pane e dal vino della sua Cena.<\/p>\n<p>Sebbene Ges\u00f9, proprio in questi momenti della sua vita che precedono la Passione, alluda alla possibilit\u00e0 che i tralci si secchino e diventino solo materia per il fuoco, privilegia tuttavia l&#8217;immagine vincente della vitalit\u00e0 e della forza produttiva di questi stessi tralci, purch\u00e9 restino saldamente collegati al ceppo che consente loro di vivere:\u201ddimorate in me come io dimoro in voi\u201d (v.4). In questo \u201cdimorare\u201d in Cristo inizia il cammino del cristiano che ha per traguardo la gioia:\u201dvi ho detto queste cose affinch\u00e9 la mia gioia dimori in voi e la vostra gioia sia completa\u201d(v.11).<\/p>\n<h4>Dimorare in Cristo<\/h4>\n<p>Se dunque la linfa, che \u00e8 la potenza di Dio, scorre in noi, non pu\u00f2 lasciarci inerti, passivi, ma deve necessariamente produrre segni visibili della sua presenza: \u201ccolui che dimora in me e nel quale io dimoro, porta molto frutto\u201d(v.5). Dimorare in Cristo non significa godere di una rendita di posizione, ma rinnovare il nostro comportamento quotidiano, il nostro impegno nel mondo, i nostri rapporti con gli altri. Che la gioia sia il traguardo non significa che la vita del cristiano sia segnata dal successo. A volte ci viene chiesto di \u201cportare la croce\u201d, la nostra, e talvolta anche quella degli altri. Non c&#8217;\u00e8 spazio, nelle parole di Ges\u00f9, per una visione individualistica della vita cristiana; solo se ci muoviamo in una prospettiva comunitaria, se agiamo nella reciprocit\u00e0, si pu\u00f2 far s\u00ec che la linfa che proviene dal ceppo circoli davvero e ci permetta di dare il frutto della vita.<\/p>\n<h4>Dimorare nel suo amore<\/h4>\n<p>La terza ed ultima tappa \u00e8 quella dell&#8217;amore: \u201cDimorate nel mio amore\u201d (v.9), dice Ges\u00f9. Egli ci strappa dai nostri egoismi e ci mette in relazione con gli altri; ci lega a Lui, ci lega tra di noi e al tempo stesso apre uno spazio per l&#8217;incontro, per il sostegno fraterno, per il dibattito e per il confronto. Uno dei frutti della presenza di Dio in mezzo a noi \u00e8 che possiamo essere insieme senza essere uguali, essere uniti pur essendo diversi. Se rimaniamo attaccati al ceppo di Cristo potremo davvero produrre molti frutti e approdare alla gioia della sua liberazione, a una vita spirituale ricca e arricchente per il prossimo.<\/p>\n<p>(P.l. Alida Chiavenuto)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; \u00abIo sono la vera vite e il Padre mio \u00e8 il vignaiolo. 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