{"id":322,"date":"2013-11-15T22:58:37","date_gmt":"2013-11-16T10:58:37","guid":{"rendered":""},"modified":"2018-09-11T13:41:52","modified_gmt":"2018-09-11T11:41:52","slug":"98","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/chiesavaldesecomo.org\/nuovo\/98\/","title":{"rendered":"Inverno 2013 \/ 2014"},"content":{"rendered":"<p>Una tribu&#768; di nomadi si sposta e quando trova una stanzialita&#768; utile per il pascolo o almeno per una sosta una ragazzina, che non sa che presto verra&#768; spenta la sua gioia di vivere, si allontana curiosa per incontrarsi con coetanee in un momento festoso. Ma le capita quello che a tante donne e&#768; accaduto e accade. (Gn 34, 2-3) [i]Sichem, figlio di Camor l&#8217;Ivveo, principe del paese, la vide, la rapi&#768; e si uni&#768; a lei violentandola. Poi egli rimase affezionato a Dina, figlia di Giacobbe; amo&#768; la giovane e parlo&#768; al cuore di lei.[\/i] Puo&#768; una violenza travestirsi da amore? O e&#768; soltanto la giustificazione di una consuetudine che vuol togliere alla vittima anche il diritto di essere tale? [i]Sichem parlo&#768; al cuore di lei.[\/i] Ma noi non sappiamo se, dopo la violenza, il cuore di Dina fosse disponibile a una qualsivoglia forma di ascolto, non sappiamo nemmeno se Dina fosse in grado di ascoltare qualche cosa, se in lei prevalesse l\u2019orrore, il dolore, la vergogna, la paura &#8230; Non sappiamo nulla perche&#769; Dina attraversa questa storia come un oggetto banale, imbarazzante, utile, infine offerto alla vigliaccheria della strumentalizzazione. Nella storia che ci viene raccontata molti avvenimenti si svolgono, molti uomini si agitano e Dina invece tace. E il suo silenzio e&#768; li&#768; come un masso che non si puo&#768; spostare, su cui le parole scivolano senza intaccare quel nodo di ripugnanza che ha spento, forse per sempre, il moto di gioia di una ragazzina forse costretta riconoscersi acquiescente nella disperazione dell\u2019impotenza, che prende su di se&#769; la vergogna che ad altri dovrebbe appartenere? Dina tace e continua a tacere mentre scatta il meccanismo antico che ha avuto tanti nomi, anni fa in Italia lo conoscevamo come matrimonio riparatore. E sappiamo bene che quando il matrimonio e&#768; avvenuto puo&#768; non essere \u2013 e spesso non e&#768; \u2013 riparo. (Gn 34, 4-5) E disse a Camor suo padre: \u00abDammi questa ragazza in moglie\u00bb. Or Giacobbe udi&#768; che quegli aveva disonorato sua figlia Dina; e siccome i suoi figli erano ai campi con il suo bestiame, Giacobbe tacque<br \/>\nfinche&#769; non furono tornati. Violentata e contrattata. Non sappiamo se abbia potuto piangere con un padre capace di offrirle consolazione. Il rispetto di Giacobbe va ai figli maschi. Sono al lavoro. Si eviti di portar loro cattive notizie. Meglio proporgliele con prudenza e discrezione prima che cio&#768; che e&#768; avvenuto causi qualche guaio. E Dina? Per Dina e&#768; pronto il giudizio. E\u2019 stata disonorata. Sulla sua pelle si puo&#768; contrattare, anzi aprire lo spazio della contrattazione utile per la tribu&#768; che puo&#768; predisporsi a far uso di altre donne.<br \/>\nLa parola amore si spende solo per colui che ha agito violenza. (Gn 34, 6-12) Intanto Camor, padre di Sichem, si reco&#768; da Giacobbe per parlargli. I figli di Giacobbe, com&#8217;ebbero udito il fatto, tornarono dai campi; questi uomini furono addolorati e fortemente adirati perche&#769; costui aveva commesso un&#8217;infamia in Israele, unendosi alla figlia di Giacobbe: cosa che non era da farsi. Camor parlo&#768; loro, dicendo: \u00abMio figlio Sichem si e&#768; innamorato di vostra figlia; vi prego, dategliela per moglie e imparentatevi con noi; dateci le vostre figlie e prendete per voi le figlie nostre. Abiterete con noi e il paese sara&#768; a vostra disposizione; fissate qui la vostra dimora, trafficate e acquistatevi delle proprieta&#768;\u00bb. Allora Sichem disse al padre e ai fratelli di Dina: \u00abPossa io trovare grazia agli occhi vostri e vi daro&#768; quello che mi direte. Imponetemi pure una gran dote e molti doni; io ve li daro&#768; come mi direte, ma datemi la ragazza in moglie\u00bb. Nel mercato tutto ha un prezzo. Sichem, amante senza tenerezza (ne aveva avuta dopo la violenza parlando al cuore di lei? Solo Dina potrebbe dircelo, ma Dina tace) vuole una moglie e la chiede a chi e&#768; attore della transazione. Ma il mercato \u2013 avvenga in un agglomerato di tende nel deserto o nel salotto di una banca \u2013 non e&#768; il luogo della trasparenza e della lealta&#768; e il prezzo quando sia imposto dal vincitore puo&#768; farsi pesante.(Gn 34, 13-17) I figli di Giacobbe risposero a Sichem e a suo padre Camor, ma parlarono loro con astuzia, perche&#769; quegli aveva disonorato Dina, loro sorella. Dissero loro: \u00abQuesto non possiamo farlo; non possiamo dare nostra sorella a uno che non e&#768; circonciso; perche&#769; cio&#768; sarebbe per noi un disonore. Acconsentiremo alla vostra richiesta soltanto a questa condizione: se sarete come siamo noi, circoncidendo ogni maschio tra di voi. Allora vi daremo le nostre figlie e noi ci prenderemo le figlie vostre, abiteremo con voi e diventeremo un solo popolo. Ma se non volete ascoltarci e non volete farvi circoncidere, noi prenderemo la<br \/>\nnostra figlia e ce ne andremo\u00bb. La transazione e&#768; accettata. Al silenzio di Dina si unisce quello delle altre donne. Vennero consultate? Non ne abbiamo notizia. Il prezzo della sofferenza deve sembrare vantaggioso a chi lo possa imporre. (Gn 34, 23) \u00abI loro armenti, le loro ricchezze e tutto il loro bestiame non saranno forse nostri? Acconsentiamo alla loro richiesta ed essi abiteranno con noi\u00bb. Non finisce cosi&#768;. Nel mercato, come in guerra, la competizione e&#768; il terreno su cui si gioca per vincere e la vittoria non prevede attenzione alle macerie che restano dopo un\u2019aggressione anche se sono costituite da cio&#768; che resta di esseri umani. Cosi&#768; la tribu&#768; di Giacobbe approfitta della debolezza di uomini soggetti a una dolorosa, tardiva circoncisione e (Gn 34, 26- 29) passarono a fil di spada anche Camor e suo figlio Sichem, presero Dina dalla casa di Sichem, e uscirono. I figli di Giacobbe si gettarono sugli uccisi e saccheggiarono la citta&#768;, perche&#769; la loro sorella era stata disonorata; presero le loro greggi, i loro armenti, i loro asini, quanto era nella citta&#768; e nei campi. Portarono via come bottino tutte le loro ricchezze, tutti i loro bambini, le loro mogli e tutto quello che si trovava nelle case. Presero Dina &#8230; cosi&#768;, di passaggio, veniamo a sapere che Dina e&#768; ancora viva. La \u2018presero\u2019, non la liberarono, la presero come le greggi, gli armenti, i bambini, le mogli dei sichemiti, un grosso bottino che poteva diventare pericoloso. Giacobbe lo sa e parla ai suoi figli, cui rimprovera l\u2019imprudenza non la violenza: (Gn 34, 30-31) \u00abVoi mi causate grande angoscia, mettendomi in cattiva luce davanti agli abitanti del paese &#8230;. Io non ho che pochi uomini; essi si raduneranno contro di me, mi piomberanno addosso e saro&#768;<br \/>\ndistrutto io con la mia casa\u00bb. Ed essi risposero: \u00abNostra sorella dovrebbe forse essere trattata come una prostituta?\u00bb Gia&#768;, una sorella prostituta non e&#768; un messaggio promozionale accattivante mentre lo e&#768; la vendetta. Sembra una situazione senza via d\u2019uscita. Finche&#769; il silenzio di Dina continua e incombe non ci e&#768; dato sapere come tutto potrebbe modificarsi, se dal racconto della sua esperienza possano intravedersi indizi di una nuova strada di liberazione. Certamente oggi disponiamo di un passaggio che sembra facile e risolutivo. Non abbiamo bisogno infatti di affidarci all\u2019arbitrio del padre-padrone-giudice. Abbiamo circoscritto il terreno su cui ragionare, definito la violenza sessuale come reato contro la persona, non contro la morale &#8230; e fu dura arrivarci! Ma e&#768; davvero finito il tempo per cui una vittima dovrebbe cessare di imporci la sua presenza come tale a seguito di una riparazione definita in sede giudiziaria? Capita spesso, e non solo per la violenza sessuale, che alla vittima si chieda di perdonare. Ma il perdono non e&#768; una negazione della responsabilita&#768; di chi ha prodotto violenza, non e&#768; compatibile con la vendetta ma perche&#769; ne nascano le condizioni richiede giustizia. Non la pur necessaria giustizia delle aule di tribunale ma il riconoscimento reale, solidale con chi ha sofferto e soffre, di cio&#768; che e&#768; avvenuto. Dina deve poter prendere parola contando su un ascolto consapevole e solidale. E soprattutto su una societa&#768; capace di mettersi realmente in discussione per evitare che alla violenza consumata si offra solo riparazione. A Dina finalmente liberata deve essere aperto il futuro che e&#768; responsabilita&#768; di tutte e tutti non solo sua. [i]Meditazione a cura di Augusta De Piero durante il Culto mattutino, [b]Sinodo delle chiese valdesi e metodiste[\/b], Torre Pellice (29 agosto 2013)[\/i]<\/p>\n<p>Le antiche storie possono parlarci anche al presente. Comincio dal cap. 34 del libro della Genesi la cui lettura intreccero&#768; alle considerazioni che vi propongo: (Gn 34:1) [i]Dina, la figlia che Lea aveva partorita a Giacobbe, usci&#768; per vedere le ragazze del paese. [\/i]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una tribu&#768; di nomadi si sposta e quando trova una stanzialita&#768; utile per il pascolo o almeno per una sosta una ragazzina, che non sa che presto verra&#768; spenta la&#8230; <a class=\"read-more-link\" href=\"https:\/\/chiesavaldesecomo.org\/nuovo\/98\/\">Read more &raquo;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-322","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-uncategorized","gt-excerpt","gt-excerpt-thumbnail-square"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/chiesavaldesecomo.org\/nuovo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/322","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/chiesavaldesecomo.org\/nuovo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/chiesavaldesecomo.org\/nuovo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/chiesavaldesecomo.org\/nuovo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/chiesavaldesecomo.org\/nuovo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=322"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/chiesavaldesecomo.org\/nuovo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/322\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1438,"href":"https:\/\/chiesavaldesecomo.org\/nuovo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/322\/revisions\/1438"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/chiesavaldesecomo.org\/nuovo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=322"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/chiesavaldesecomo.org\/nuovo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=322"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/chiesavaldesecomo.org\/nuovo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=322"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}