{"id":323,"date":"2013-11-15T23:00:14","date_gmt":"2013-11-16T11:00:14","guid":{"rendered":""},"modified":"2018-09-11T13:41:52","modified_gmt":"2018-09-11T11:41:52","slug":"99","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/chiesavaldesecomo.org\/nuovo\/99\/","title":{"rendered":"Dal Sinodo delle chiese valdesi e metodiste 2013"},"content":{"rendered":"<p>durante le sedute sinodali, ovvero: le relazioni intergenerazionali e la violenza contro le donne, l&#8217;omofobia e l&#8217;essere chiesa insieme. Il Sinodo di quest&#8217;anno e&#768; stato anche particolarmente seguito dall&#8217;estero, ovvero tramite le importanti delegazioni di chiese sorelle provenienti da tutta l&#8217;Europa (Belgio, Francia, Germania, Gran Bretagna, Repubblica Ceca, Svizzera) e dalle due Americhe: dalla Reformed Church of America (USA) e dal Sudamerica nella persona del moderador della Mesa Valdense, Oscar O. Long. In modo particolare va segnalata la presenza del presidente del consiglio della chiesa evangelica tedesca (EKD), Nikolaus Schneider, che ha sottolineato che in vista della preparazione dell&#8217;anno 2017 (500\u00b0 anniversario della riforma protestante) non va dimenticato il fatto che \u201cprima\u201d della Riforma di Lutero erano stati i Valdesi a richiamare la chiesa alla fondamentale centralita&#768; della Parola biblica.<br \/>\nDurante il primo giorno del Sinodo sono stati ricordati, tra gli altri, i pastori Aurelio Sbaffi e Valdo Benecchi che ci hanno lasciati. Come ogni anno, la \u201cvita della chiesa\u201d, ovvero l&#8217;evangelizzazione e la voce \u201ccampo di lavoro\u201d hanno occupato molto spazio proprio nella prima giornata sinodale, che quest&#8217;anno ha pero&#768; anche affrontato una \u201criforma\u201d del trattamento economico per i ministri di culto, visto anche il fatto che sempre piu&#768; persone si avvicinano al pastorato non piu&#768; in eta&#768; giovane come accadeva nel passato, bensi&#768; dopo aver raggiunto anche i 50 anni di vita. Infatti quest&#8217;anno sono stati consacrati al ministero pastorale due candidati: un giovane cresciuto alle Valli Valdesi e un 50enne che dopo varie esperienze religiose si era avvicinato alla nostra chiesa. Il campo di lavoro risulta anche sempre piu&#768; difficile da gestire non solo perche&#768; ormai il nostro Sud risulta \u201cdesertificato\u201d per quanto riguarda le forze pastorali impegnate, ma anche perche&#768; e&#768; sempre piu&#768; difficile trovare le soluzioni che rispondano sia alle esigenze personali dei pastori che alle richieste da parte delle singole chiese. Per questo, il Sinodo ha approvato una proposta della Tavola di sviluppare uno \u201csguardo nuovo\u201d, ovvero di riorganizzare il campo di lavoro a partire del 2014\/15. Questo sguardo nuovo prevede a) di chiedere anche alle chiese autonome di rinunciare, ad ogni avvicendamento pastorale, alla copertura della<br \/>\n\u201cpropria\u201d sede pastorale per un anno e b) chiede alle chiese autonome con meno di 250 membri di prendersi cura in parte, attraverso le forze pastorali rimaste in loco, anche di altre realta&#768; nel proprio circondario. Infatti si dovrebbe imparare a lavorare sempre di piu&#768; con dei \u201cteam pastorali\u201d assegnati per una certa \u201czona\u201d. La prima giornata del Sinodo, si e&#768; conclusa nel Tempio strapieno di Torre Pellice (anzi, anche lo spazio fuori dal tempio non era sufficiente a accoglier le persone intervenute) alla presenza di Cecile Kyenge, ministro per l&#8217;integrazione.<br \/>\nLa seconda giornata del Sinodo ha affrontato, oltre a parlare di \u201cRiforma\u201d e della \u201cClaudiana\u201d, anche il tema dell&#8217;otto per mille e dell&#8217;essere chiesa insieme. Per l&#8217;otto per mille va segnalato che dopo l&#8217;arrivo del gettito proveniente anche dalle quote non espresse la nostra chiesa deve gestire l&#8217;esorbitante cifra di ca. 38 milioni di Euro, cifra che pero&#768; ci deve interrogare profondamente: siamo davvero ancora una chiesa \u201cpovera\u201d? Per l&#8217;essere chiesa insieme va sottolineato che un quarto (ovvero il 25 %) delle nostre chiese locali e&#768; ormai operativo in questa direzione. Una sfida, dunque, che continua a trasformarci. Altrettanto importanti sono le trasformazioni in atto all&#8217;interno della nostra diaconia, non solo per quanto riguarda le \u201copere\u201d che lavorano all&#8217;interno della CSD (Commissione Sinodale per la Diaconia), ma anche, sempre di piu&#768;, per quanto concerne i piccoli progetti che si possono e devono ideare e seguire a livello locale (diaconia comunitaria). E che cosa succede, ad esempio, con quelle opere (o anche con le chiese) che attualmente abbiamo \u201cancora\u201d ma che non rispondo piu&#768; alle esigenze, anche economiche, attuali? Sta anche a noi ad affrontare queste tematiche, alla prossima assemblea di chiesa che si prospetta puramente \u201ctematica\u201d (perche&#768; non ci saranno elezioni) che si terra&#768; il prossimo 1\u00b0 dicembre dopo un breve culto insieme. Non mancate e portate i vostri \u201ccontributi\u201d alla discussione! (A.K.) Il Sinodo, quest&#8217;anno, e&#768; stato un Sinodo \u201cspeciale\u201d per me: ero stato indicato dal seggio del Sinodo del 2012 per l&#8217;organizzazione dei culti mattutini. Alla fine siamo stati in quattro, due donne, due uomini a predicare su testi biblici che affrontassero anche tematiche discusse <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>durante le sedute sinodali, ovvero: le relazioni intergenerazionali e la violenza contro le donne, l&#8217;omofobia e l&#8217;essere chiesa insieme. 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