{"id":333,"date":"2015-03-02T21:17:23","date_gmt":"2015-03-03T09:17:23","guid":{"rendered":""},"modified":"2018-09-11T13:41:52","modified_gmt":"2018-09-11T11:41:52","slug":"109","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/chiesavaldesecomo.org\/nuovo\/109\/","title":{"rendered":"\u201cXVII Febbraio\u201d: UN CANTO PER LA LIBERAZIONE"},"content":{"rendered":"<p>Spesse volte il nome di Dio nella Bibbia rimane un enigma, un mistero. E difficile fidarsi e di camminare insieme a qualcuno di cui non si conosce il nome. Dio si rivela, quindi, a Mose nel pruno ardente nella terra di Midian con il nome IL SIGNORE. Ed e&#768; proprio nella storia della liberazione del suo popolo, in cui Dio si rivela come il SIGNORE. Cosi&#768; cantarono gia&#768; Mose&#768; ed i figli d&#8217;Israele dopo la loro liberazione dalla mano del Faraone d&#8217;Egitto: &#8220;Il SIGNORE e&#768; un guerriero, il suo nome e&#768; il SIGNORE.&#8221; Il nome di questo Dio liberatore diventa il punto di riferimento per tutta la teologia del popolo d&#8217;Israele. Il Suo santo nome non deve essere profanato (Es 20,7); egli stesso scegliera&#768; un luogo per mettervi il suo nome (Dtn 12,5); e sara&#768;, infine, dopo lunghe migrazioni, il tempio del SIGNORE a Gerusalemme, dove sara&#768; invocato il nome del SIGNORE.<br \/>\nQui, in [b]&#8221;mezzo a te, o Gerusalemme&#8221;[\/b] si trova il poeta del Salmo 116, nei cortili della casa del SIGNORE, per lodarlo, per adorarlo, per alzare il calice della salvezza davanti a Lui, e per invocare ancora il Suo Nome. Nel tempio del SIGNORE il cantante del Salmo 116 ricorda la sua preghiera fatta al SIGNORE: non e&#768; stata una richiesta qualsiasi. Si trattava di una richiesta precisa: [b]&#8221;Signore, libera l&#8217;anima mia!&#8221;[\/b] Il nome del SIGNORE invocato esprime il desiderio piu&#768; profondo del nostro cantante, il suo progetto futuro piu&#768; importante: Signore, liberami! Signore, salvami! Come si realizza questo progetto di salvezza? Si tratta di un processo quasi magico? Basta pregare molto, o con insistenza, o con dei rituali particolari, o in dei luoghi particolari? Il problema del luogo sacro sorse proprio nel periodo dopo la distruzione della citta&#768; e del Tempio di Gerusalemme. Negli ultimi capitoli del libro del profeta Isaia troviamo un preghiera, una meditazione, una riflessione teologica del periodo post-esilico che riguarda non soltanto l&#8217;auspicio per la futura gloria della citta&#768; e del Tempio di Gerusalemme, ma anche un&#8217;autocritica per i propri errori commessi. Si tratta di un dialogo del profeta con il suo Dio, con il suo SIGNORE. [I]&#8221;Guarda dal cielo, e osserva, dalla tua abitazione santa e gloriosa. Dove sono il tuo zelo, i tuoi atti potenti? Il fremito delle tue viscere e le tue compassioni non si fanno piu&#768; sentire verso di me. Tuttavia, tu sei il nostro padre, il tuo nome, in ogni tempo, e&#768; Salvatore nostro.&#8221;[\/i] Potremmo farla nostra, questa riflessione. Dove e&#768; Dio, il Signore della storia? Come si realizza il suo progetto? Cosa risponde Dio al grido dell&#8217;umanita&#768;? Il progetto di Dio &#8211; la liberazione dei suoi figli e delle sue figlie &#8211; continua &#8216;tuttavia&#8217;. &#8220;Tuttavia, tu sei il nostro padre e salvatore.&#8221; La liberazione, il perdono, la riconciliazione non ha una dimora fissa, non si realizza in luoghi ritenuti particolarmente sacri, la liberazione non conosce piu<br \/>\nun popolo solo, ma riguarda l&#8217;intera umanita&#768; come ogni singolo essere umano. Nella lettera di Paolo ai Filippesi questo progetto universale di liberazione viene espresso in quel &#8220;nome che e&#768; al di sopra di ogni nome&#8221;. Nella vita e nell&#8217;opera di Gesu&#768;, nella sua morte e risurrezione, questo progetto di liberazione si e&#768; realizzato. Ed il simbolo della croce ci ricorda sia lo svuotamento che l&#8217;innalzamento di Colui che professiamo come Figlio di Dio &#8211; la sua morte infame come la sua risurrezione gloriosa si intrecciano proprio in quel simbolo della croce. [b]&#8221;Si, o Signore, io sono il tuo servo, figlio della tua serva; tu hai spezzato le mie catene.&#8221;[\/b] Nella prospettiva del Regno di Dio che viene tante catene vengono rotte. E noi siamo invitati ad essere gia&#768; qui ed ora partecipi delle piccole o grandi liberazioni di Dio: [b]&#8221;Io camminero&#768; alla presenza del SIGNORE, sulla terra dei viventi.&#8221;[\/b] (AK) [b]&#8221;Io amo il SIGNORE&#8221;[\/b], dice il poeta del Salmo 116 all&#8217;inizio della sua lode che e&#768; diventato uno degli inni piu&#768; conosciuti del nostro innario cristiano: [i]\u201cAmo l&#8217;Eterno, mio soccorritor\u201d[\/i]. Io ti amo. Una frase antica, ma sempre vera, tra due soggetti che si fidano tra loro, che si confidano. [b]&#8221;Io invocai il nome del SIGNORE.&#8221;[\/b] Il nome della persona amata e&#768; importante. Il nome della persona che amo diventa il simbolo, sinonimo del comune cammino futuro. Io conosco soltanto te, tu conosci soltanto me, io sono con te, e tu sei con me. Stiamo insieme, andiamo, camminiamo insieme.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Spesse volte il nome di Dio nella Bibbia rimane un enigma, un mistero. 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