XVII febbraio 2014

oppure potremmo ricordare la vicenda drammatica di Francesco Gamba il quale fu torturato e condannato al rogo in piazza del Duomo il 21 luglio 1554 per le sue idee ispirate alla Riforma protestante. Ancora potremmo pensare alle vite di molte persone di fede
evangelica che fino all’unità d’Italia passarono, spinti dalla loro situazione economica spesso molto precaria, per il cosiddetto “Luogo Pio dei Catecumeni” (l’istituto elemosiniere cattolico fondato già verso la fine del Seicento), per essere riconvertiti alla “vera” fede cristiana. In questi 150 anni dalla fondazione della chiesa evangelica valdese di Como potremmo però anche ricordare la costruzione del primo Tempio valdese a San Fedele Intelvi (1881), seguita esattamente 25 anni dopo (nel 1906) dalla costruzione del Tempio Valdese nel centro storico di Como. Quest’anno, però, non ci rimarrà in realtà molto tempo da dedicare al ricordo o per far festa. A centocinqant’anni dalla fondazione della chiesa di Como ci troviamo sempre davanti a due sfide: i lavori per il restauro del Tempio di v. Rusconi e l’essere chiesa insieme. Si tratta, quindi, di un duplice aspetto della stessa medaglia, ovvero edificare insieme la chiesa, formare e plasmare insieme la comunità.
Proprio in questa direzione ci vuole portare anche il testo biblico del mese di febbraio, tratto dalla lettera agli Efesini, capitolo quarto, versetto 29: “Nessuna cattiva parola esca dalla vostra bocca; ma se ne avete qualcuna buona, che edifichi secondo il bisogno, ditela affinché conferisca grazia a chi l’ascolta.” Nel periodo risorgimentale, periodo storico in cui nacquero le prime comunità valdesi nel comasco, l’obiettivo principale del lavoro dei pastori era proprio questo: evangelizzare l’Italia, evangelizzare gli italiani, evangelizzare “con le armi della fede e del ragionamento” come si diceva allora. Anche a noi oggi spetta ancora questo stesso obiettivo. Quali saranno oggi le buone parole, le notizie buone che troveremo per poter assolvere questo compito? (Andreas Koehn) Quest’anno, per ricordare la “festa della Libertà” in ricorrenza del XVII febbraio 1848, potremmo qui a Como pensare anzitutto al lungo percorso che la nostra comunità ha fatto in quei 150 anni sin dalla sua fondazione ufficiale nel dicembre 1864. Le radici della presenza valdese nel Comasco sono però molto più profonde. Basti pensare ai due deputati, provenienti da Moltrasio e da Dongo, al famoso colloquio tra i valdesi (“ultramontani”) francesi e “poveri lombardi” che si tenne nel lontano 1218 nei pressi di Bergamo;