Pasqua 2014

Nel giorno di Pasqua, egli giungerà prima di tutti – prima di Pietro e prima ancora di Maria Maddalena – al [b]sepolcro vuoto[/b]. Laconicamente il Vangelo racconta: “E vide, e credette.” Questo discepolo senza nome nel Vangelo di Giovanni crede per primo, ha per così dire il primato della fede.
Nella prima lettera di Paolo ai Corinzi, dal punto di vista cronologico il primo documento scritto in cui viene affrontato ampiamente il problema della risurrezione di Gesù, non si trova invece nulla circa l’indizio principale, la tomba vuota, che ha fatto credere i primi discepoli.
Eppure c’è anche in Paolo, il quale si dichiara il discepolo meno importante di tutti – perché aveva perseguitato i primi cristiani – un chiaro indizio per la risurrezione di Gesù: si tratta dei molti testimoni oculari che hanno incontrato il Risorto e che sono, al tempo di Paolo, ancora in vita.
Per l’apostolo Paolo la risurrezione di Cristo non è però un fatto semplicemente storico o realmente accaduto. Si tratta anche di una necessità teologica. La risurrezione di Cristo si inserisce in quel piano ultimo di Dio con l’umanità, ovvero: nel Cristo Risorto viene ferito a morte l’ultimo nemico, la Morte stessa.
E noi oggi dove ci collochiamo all’interno dell’Evangelo, come ci inseriamo all’interno della Buona Notizia che Egli vive? Possiamo correre subito alla tomba, per verificare con i nostri stessi occhi che Egli è veramente risuscitato? Certamente no! Possiamo rimanere piuttosto scettici? Certamente sì!
Possiamo anche noi fare la nostra gara, con gli altri, dicendo: Io però ci credo! Possiamo anche deridere questa fede, ritenendola una cosa infantile. Anche noi oggi torneremo a casa, ovvero torneremo da punto a capo, come i primi discepoli nel giorno di Pasqua.
Torneremo ai problemi nostri, piccoli o grandi, e dovremo ancora affrontare certamente tante realtà tristi. Quello che importa è che la nostra fede, la nostra speranza, il nostro amore prende una forma reale nella nostra vita, che si traduce in [b]resistenza e insurrezione[/b]: dobbiamo ancora resistere alla violenza della morte, dobbiamo ancora insorgere contro le forze dell’ingiustizia. E non siamo soli in questo. Colui che risuscitò per primo ci accompagna fedelmente nel nostro cammino.

(past. Andreas Koehn)
[b]In verità, in verità vi dico che voi piangerete e farete cordoglio, e il mondo si rallegrerà. Sarete rattristati, ma la vostra tristezza sarà cambiata in gioia. Giovanni 16,20[/b]

Nel Vangelo di Giovanni troviamo, nella misteriosa figura del “discepolo che Gesù amava”, uno dei personaggi chiave del quarto evangelista. Era colui che è stato sempre vicino a Gesù. Anzitutto lo vediamo così presentato dal quarto vangelo non solo durante l’ultima cena, ma anche ai piedi della croce di Gesù.