Cari e care,
in questo periodo autunnale, tradizionalmente dedicato alla salvaguardia del creato, siamo più consapevoli dei nostri limiti e mancanze a riguardo, e ci premuriamo a rinnovare il nostro impegno come guardiane e custodi del creato.
Però:
Sentirci responsabili continuamente , essere perennemente preoccupate ci paralizza, ci opprime e deprime, fino alla toltale impossibilità di reagire e di decidere, di fare qualsiasi cosa.
Ecco perché voglio incominciare questo nuovo anno di attività con un invito alla fiducia… e perché no, se possibile, a una gioiosa leggerezza. Ogni tanto almeno! Questo non vuol dire negare le reali difficoltà, i problemi, le sfide. Bisogna guardare e pesarli attentamente e confrontarli, superarli se necessario, ma non permettere invece di essere governati e condizionate dalle preoccupazioni e paure.
Gli esempi del creato nel testo biblico di Luca, gli uccelli che non seminano o mietano e i fiori di campo nella loro bellezza spensierata sono un invito alla fiducia, in e nonostante le reali preoccupazioni. Non sono immagini naiv o idilliaci. Vogliono farci comprendere che noi abbiamo da apprendere dalle cose “selvagge”. Non siamo noi i maestri. Possiamo lasciarci consolare e liberare dalla creazione, possiamo imparare come affidarci, come riposare in Dio. Lo esprime con parole e immagini toccanti lo scrittore Wendell Berry nella sua poesia La pace delle cose selvagge
Quando ho il cuore pieno di disperazione per lo stato del mondo
e mi sveglio nel cuore della notte al minimo rumore
spaventato di quello che potrebbe accadere a me, ai miei figli
vado a sdraiarmi lì dove il maschio dell’anatra
riposa nell’acqua in tutta la sua bellezza, e l’airone azzurro si nutre.
Mi addentro nella pace delle cose selvagge
che non caricano la loro esistenza di premonizioni
di sofferenza. Raggiungo l’acqua immobile.
E avverto sopra di me le stelle, pallide e cieche durante il giorno,
in attesa di venire accese. Per un istante,
riposo nella grazia del mondo, e sono libero.
Anche Berry non nega le reali paure e preoccupazioni, ma invita a comprendere quale risorsa vitale e rasserenante e consolante le altre creature, tutto il creato, possono essere.
Questo periodo dedicato alla salvaguardia del creato non ci invita soltanto a un rinnovato impegno, ma anche ad attingere a questa grazia e libertà della creazione per riacquistare energia e vitalità e fantasia per affrontare sia il consueto, sia le nuove sfide.
