Magnificat

 

 

“Dio ha operato potentemente con il suo braccio;
Ha disperso quelli che erano superbi nei pensieri del loro cuore;
ha detronizzato i potenti e ha rialzato gli umili; ha colmato di beni
gli affamati, e ha rimandato a mani vuote i ricchi…” (Luca1,51-53)

Cari e care,
Questi versetti del Magnificat, del canto di lode di Maria, prendono spunto da parole profetiche antiche, sempre espresse da una donna, Anna, madre del profeta Samuele (1 Samuele 2), anch’esse incentrate sulla giustizia di Dio promessa: “… l’arco dei potenti è spezzato, ma quelli che vacillano sono rivestiti di forza…” In entrambi i testi la giustizia attesa, il riscatto degli umili e degli affamati e di coloro che sono fragili, ma soprattuto la detronizzazione dei superbi e dei potenti vengono descritti come già ora compiuti.

Noi invece, proprio in questo periodo storico, con delle guerre e delle conflittualità che sembrano senza soluzioni e che, anzi, si allargano, ci rendiamo conto dolorosamente del “non ancora”, dell’assenza di giustizia e pace, del perdurare di potere, violenza e oppressione—e vediamo con orrore come vecchi e nuovi potentati risalgano sui troni/al potere (a volte purtroppo sostenuti proprio da
credenti cristiani).

I testi biblici proposti per il periodo dell’avvento insistono invece, nonostante tutto, sul volerci radicare nelle promesse di giustizia e pace, nel ricordo di un Dio che ha già dimostrato il suo agire liberatorio. Ci invitano alla speranza contro ogni evidenza (speranza che non vede, scrive Paolo), a una speranza ostinata, resiliente e “sovversiva”.

Il pastore e poeta Kurt Marti nella sua interpretazione provocatoria del Magnificat esprime cosi la speranza sovversiva:

E Maria
[…]
più tardi molto più tardi
maria guardava stranita dagli altari
sui quali l’avevano posta
e pensava a uno scambio di persona
quando lei più volte madre –
veniva celebrata come vergine
e temeva per la propria ragione
quando sempre più gente
cadeva in ginocchio davanti a lei
e paura le attanagliava il cuore
quanto più intensamente lei
una donna impotente –
veniva invocata per aiuto per miracoli
più di tutto però la sconvolgeva
la genuflessione blasfema di potentati e tiranni
contro i quali un tempo aveva cantato colma di speranza
e maria uscì dalle sue immagini e scese dai suoi altari
e divenne
la ragazza coraggio la santa ardita giovanna d’arco
e fu
serafini del libero spirito ribelle contro potere maschile e gerarchia
[…]
e venne
milioni di volte come strega bruciata in onore del dio idolatrico
e fu
la piccola teresa ma anche rosa Lussemburgo
e fu
simone weil «la vierge rouge» e testimone dell’assoluto
e divenne
madonna leone che nuda cavalca i leoni per i suoi indios –
e fu ed è
in molte vite in molte voci
la sovversiva speranza del suo canto.

(Kurt Marti, trad. Fulvio Ferrario)

Che il canto e la speranza sovversiva ci accompagnino su vie sempre più
luminose!

Buon Natale e felice anno nuovo!